ieri sera ero per la strada, mangiando un pezzo di pizza mentre tornavo dalla biblioteca... e mi sono venute in mente un sacco di cose, un sacco di ricordi, che il profumo di pizza e il rumore della strada mi hanno risvegliato...
qualche bella serata, con C. e L., che ora sono lontane... non me ne sono mai resa conto del tutto, ma con loro sì che mi sono divertita, anche se ero in questa città di m... che non vedo l'ora di lasciare... per fortuna manca poco...
manca poco...!!
poi mi trovavo nella mia stanza, mi guardavo intorno e pensavo "fra un po' stacco tutti i poster e le foto che ho appeso, svuoto l'armadio, faccio lo scatolone coi libri, impacchetto le ultime cose rimaste..."
e poi adiòs querida, ya terminaste de hacerme daño...
mi telefona C., un'amica
parliamo un po' del più e del meno, le solite cose...
poi se ne viene fuori con una storia stranissima, su un qualche cinese che abita vicino a casa sua e che "non si sa mai quanti sono in casa questi qui e io non ne posso più"...
"ma ti ha fatto qualcosa, è successo qualcosa?" le chiedo
"ma no, però sai, non si sa mai..."
ora, per carità, ognuno può pensarla come vuole... ma mi è venuta un'idea... se provassimo a metterci un po' nei panni degli altri?
ti immagini, andare in un paese dove non parlano la tua lingua?? dove per di più ti guardano anche storto perchè sei straniero, o perchè vesti un po' meno bene degli altri? e dover cercare lavoro, casa, ecc. tutto in un'altra lingua?? ti immagini cosa può essere, in quel momento, trovare qualcuno per la strada che viene dal tuo stesso paese e parla la tua lingua? oppure avere nella città straniera dove vivi un luogo di culto dove professare la tua religione?
non so, a me darebbe una gioia immensa, tutto questo, in un paese straniero...
