|
giovedì, 09 novembre 2006
in questi giorni pre-laurea (mancano pochi giorni ormai!!!!) è venuta a trovarmi Ma., una delle mie amiche tedesche (che ho conosciuto in erasmus) (accompagnata dal suo ragazzo) e stasera arriva anche C., una delle mie amiche spagnole!!! sono troppo contenta! :)
col fatto che il ragazzo di Ma. parla solo tedesco e inglese, non sto parlando molto spagnolo con lei, visto che vige la regola che si parla la lingua che tutti conoscono :)
il mio inglese il primo giorno era peggio di un bradipo addormentato in pieno letargo :) ora pian piano si è risvegliato e non vado neanche troppo male... però che fatica...!! niente, DEVO andare a ripassare l'inglese all'estero, non ne posso più di sentirmi un'imbecille ogni volta...
stamattina siamo andati al mercato, io li ho aiutati a comprare alcuni souvenir per le loro famiglie (del parmigiano e del prosciutto di parma sottovuoto :)) e poi Ma. si è comprata delle calze colorate; a un certo stavo parlando mezzo inglese e mezzo spagnolo con lei, per tradurle quello che la venditrice mi stava dicendo... e poi ho parlato inglese anche con la venditrice! :) what a mess! :)))
comunque la mia città stamattina mi ha fatto un effetto diverso guardandola con occhi da turista... pensavo a che effetto poteva fare a loro (che tra l'altro vengono da Berlino) una città piccola come la mia... però con quel brulicare di persone, i banchi del mercato, il sole, il rumore della gente che parlava, mi sembrava più bella, più viva; c'era una bella atmosfera insomma; mi sono sentita orgogliosa e ho pensato che non aveva nulla da invidiare :)

domenica, 29 ottobre 2006
Cuando me vaya (Joan Manuel Serrat)
Me iré despacio un amanecer
que el sol vendrá a buscarme temprano.
Me iré desnudo, como llegué.
Lo que me diste cabe en mi mano.
Mientras tú duermes deshilaré
en tuyo y mío lo que fue nuestro
y a golpes de uñas en la pared
dejaré escrito mi último verso.
Y a la grupa
del terral, mi chalupa
de blanca vela peinará el mar.
¿Qué soledad te vendrá a buscar...?
Cuando me vaya.
Cuando me vaya.
Luna tras luna, llamándome
bajarás donde el azul se rompe.
El viento te abrazará de pie
hurgando el vientre del horizonte.
Una sonrisa se esfumará
rozando el borde de los aleros.
Tu boca amarga preguntará
¿...para quién brillan hoy los luceros?
Y las olas
sembrarán caracolas
arena y algas entre tus pies.
Los besarán y se irán después
hacia otra playa.
Cuando me vaya.
Me iré silbando aquella canción
que me cantaba cuando era un crío
un marinero lleno de ron
por si en verano sentía frío.
Me iré despacio y sé que quizás
te evoque triste doblando el faro.
Después la aldea quedará atrás,
después el día será más claro.
Y ese día
dulce melancolía,
has de arrugarte junto al hogar.
Sin una astilla para quemar.
Cuando me vaya.
Cuando me vaya.
venerdì, 13 ottobre 2006
posto una mail che avevo mandato tanto tempo fa ai miei amici (si parla del dicembre 2005) e che racchiudeva un po' di cose importanti sull'erasmus che si era concluso da soli 6 mesi.
eccola qua:
per chi ha la pazienza e la voglia di leggersi uno "sfogo" e una riflessione nata così, da una semplice concatenazione di pensieri... solo per farvi un po' partecipe di quello che passa per questa mia bacata testolina, visto che a voce mi è sempre difficile farlo (perchè, come ben saprà chi mi conosce, sono piuttosto introversa e non parlo molto di me...)
(ho scritto ciò che segue inizialmente in spagnolo, è venuto così...)
ieri si è rotto il mio braccialetto di cotone azzurro (sapete quei braccialetti arcobaleno, quei "portafortuna brasiliani" che dicono abbiano significati diversi a seconda del colore? ecco, non che ci creda veramente, ma ora vi spiego...)
ieri si è rotto il mio braccialetto di cotone azzurro, quella che mi misi nell'agosto 2004 prima di partire per l'erasmus... in quel braccialetto avevo messo tutti i miei sogni, le mie speranze e i miei desideri sul mio viaggio in spagna... pensavo "ogni giorno guarderò il mio braccialetto e lì avrò tutti i miei sogni" e non sapevo se si sarebbero realizzati o no... si è rotto mentre giocavo con la mia gatta, e di fatto è lei che l'ha rotto...
avevo pensato di mettermelo di nuovo, poi però ho pensato che forse c'è un motivo per cui si è rotto... quindi l'ho messa nel mio diario e stop.
non so... potrebbe voler dire che ormai è ora di "dimenticarsi" di malaga, di lasciare indietro una altro capitolo della mia vita? non so...
e sono passati solo 6 mesi da quando sono partita... è molto presto...
e ancora sono così forti i ricordi, le sensazioni, le emozioni... e ora capisco cosa mi diceva una mia amica che è andata in erasmus l'anno prima di me, il fatto che è un'esperienza incredibile e che ti lascia dentro qualcosa che non si può spiegare... io non riesco a spiegarmi perchè sento tutto questo... se è che mi è piaciuto molto in generale, se è che malaga era molto bella, se è che non ho mai avuto una vita "universitaria" così, che uscivo tutte le sere con i miei amici... non so, non riesco a spiegarmelo...
però il mio cuore è ancora là, a volte piangerei ricordando tutto quello che è stato, però non posso, perchè la gente penserebbe che è strano, che è esagerato... pero sì, il mio cuore è ancora là, piange in silenzio ed è ancora là, passeggiando per le strade di malaga, andando ai cuentacuentos il martedì all'harén, bevendo tè e infusioni di frutta nelle teterie, uscendo la sera con maria al pimpi e all' urbano, uscendo con montse a las garrafas e al paradise, sdraiandomi in spiaggia anche in gennaio, prendendo il sole fin da aprile, andando al centro culturale a vedere spettacoli che costano solo 1 euro e 50, vedendo film in casa con una bottiglia di nectar di fianco, cucinando la pizza per le cene con gli amici, facendo le crepes le domeniche mattina dopo una nottata un po' alcolica e la testa che scoppia, andando al mercato centrale a comprare frutta e verdura e passeggiando tra la gente con le sue borse della spesa e i carrettini con le ruote, prendendo l'autobus numero 20 per andare in facoltà, anche se anche nell'università di malaga mi sono sentita, come qui a bologna, un "bicho raro", una persona strana, solitaria, con pochi amici, però il mio cuore è ancora seduto nella caffetteria della facoltà, dove prendeva un panino campero vegetal (perchè costava meno del campero normal però lo facevano uguale) o un tè caldo al bancone, scambiando due battute con il barista che alla fine si ricordava pure di me... il mio cuore è ancora là che sale le scale del castello di gibralfaro, fino alla cima del monte, da dove si vedeva tutta malaga, il mare, la plaza de toros, il porto, i monte, le strade, la cattedrale, e persino il tetto di casa mia; il mio cuore è ancora nel negozio di tè che aveva scoperto kathrin, che guarda i bicchierini per il tè e le teiere tanto carine, comprando infusioni di frutta che tanto buone come quelle non so dove si possono trovare; è ancora seduto ai tavoli di casa aranda, che gusta quei churros con chocolate per 2 euro e 40, che non è poco perchè mangiavi davvero un sacco di churros, e la gente seduta lì era di malaga davvero, o perlomeno spagnola, non c'era un solo turista, neanche uno straccio di turista, solo tu e i malagueñi; è ancora là che gironzola per i vari bazar dove c'era di tutto per 80 cent, 1 euro, 1 euro e 20... che sembra una stronzata ma la qualità della vita dipende anche dal fatto che tu possa comprarti o no cose che costano poco...
è ancora nella sala della mia casa, dove con i miei coinquilini vedevamo film, giocavamo al parchìs e a backgammon, ridevamo insieme per delle cose stupidissime e rendevamo il nostro appartamento più confortevole e "nostro"...
per tutto ciò e per molto altro, sento il cuore pieno di nostalgia...
e non è, come si potrebbe pensare, perchè quello che ho ora non mi soddisfa, non mi dà felicità, tutto il contrario: sono molto felice e non potrei volere di più!!!... vado ad alti e bassi, ovviamente, come tutti, però ho anche molto, ho una persona che mi ama davvero, i miei genitori mi vogliono bene, ho alcuni amici (pochi, però "alcuni") che mi vogliono bene, sono molto fortunata perchè ho la possibilità di studiare e di avere abbastanza soldi per farlo, posso coltivare le mie passioni senza problemi... insomma: SONO UNA PERSONA FELICE!!!
però non è facile (e probabilmente non c'è motivo per cui debba farlo...) dimenticare tutto quello che malaga ha rappresentato per me...
potete comprendermi?
ieri serata delirante con 2 ragazze erasmus arrivate da 2 settimane, una della repubblica ceca e l'altra del venezuela. lingua ufficiale italiano, ma visto che loro sono qui da pochissimo e parlano benissimo l'una inglese e l'altra spagnolo, e visto che nel gruppetto c'erano anche 2 ragazzi italiani che non parlano nessuna di queste 2 lingue, quello che ne veniva fuori era, come hanno detto giustamente loro, una specie di ESPERANTO 
un'espressione bellissima che è stata coniata ieri sera da una delle ragazze (la ceca) è stata: "sono una festa-persona" :)) mi è piaciuto troppo il concetto di "festa-persona", che voleva significare "una persona a cui piace fare festa" :))
mi sono ricordata del clima internazionale che si creava quando ero in erasmus, soprattutto all'inizio, quando nessuno sa bene come dire le cose ma trova il modo per dirle, in qualche lingua o con un misto di lingue!
un po' di nostalgia viene eh...
I giorni scorrono veloci
più di quanto potessi desiderare
le notti sono assai più brevi
di quanto potessi temere
mi mancano già questi luoghi
mi mancano già i vostri nomi
(...)
Impercettibili sfumature
così difficili da dimenticare
così decise da trasformare
sorrisi in lacrime...
Impercettibili sfumature
così decise da trasformare
cieli grigi in giornate di sole
il coraggio in mille paure...
(...)
Attimi irripetibili
tutto finisce lo so
ma non voglio partire, no
ancora no, ancora no
ancora no, ancora no,
ancora no…
(sfumature - 99 posse)
giovedì, 12 ottobre 2006
avete presente quegli odori che un giorno sentite per caso, e che si imprimono nella vostra memoria olfattiva, per poi riaffiorare alla mente nei momenti meno impensati, mentre state facendo un'altra cosa, e improvvisamente si sprigiona in voi un universo di ricordi legati a quel semplice profumo...
il misto di verdure e pastina quadrata che faceva sempre mia nonna il sabato a pranzo
l'odore che si sentiva entrando in casa di A., le spezie, gli aromi, le essenze di pino
il profumo delle crèpes fumanti alla marmellata di albicocca
il profumo del caffè appena fatto, in una mattina piovosa e umida nella campagna inglese
i churros sempre caldi che friggevano in vetrina in quella callecita piena di malagueñi
l'odore di candeggina con cui a bologna lavano i pavimenti dei portici
il puzzo di sudore misto alle spezie e al profumo di kebab in via petroni
l'odore di fritto che ti resta sui vestiti quando vai allo chez vous
l'odore dell'olio balsamico con cui si massaggia la pelle delicata degli anziani malati
il profumo del pane di soia appena sfornato, mista agli odori della gente in fila per comprarlo
l'erba appena tagliata, magari in montagna dove l'aria è più forte e ti penetra nelle narici
il profumo del latte caldo prima di dormire
il profumo della pelle di M. appena sveglio
la scia di pizza calda in ascensore quando te la portano a casa
un fazzoletto di mia madre, che mi dava quando andavo in gita, per non sentirmi sola
quelle due gocce di profumo al muschio bianco appena accennate sulla pelle

lunedì, 09 ottobre 2006
Somos demasiados y no podrán pasar
por encima de los años que tuvimos que callar
por los libros prohibidos y las entradas secretas
Por todos los que un día se atrevieron a gritar
que la tierra era redonda y que había algo mas
que dragones y abismos donde acababan los mapas
Por las noches de vacío cuando te ibas a dormir
esperando que la suerte vuelva a sonreir
con los ojos abiertos esperando un milagro
Siento que llegó nuestra hora
esta es nuestra revolución
Somos demasiados y no podrán pasar
por encima de la vida que queremos heredar
donde no tenga miedo a decir lo que pienso
por todas las canciones que empiezan a nacer
para no ser escuchadas y al fin lo van a ser
cantadas con rabia
por los que siempre callaron
Siento que llegó nuestra hora
esta es nuestra revolución
Somos una luz cegadora
fuerte, mas brilante que el sol
(Revolución, este es el día de la revolución)
Por todas las canciones que empiezan a nacer
para no ser escuchadas y ala fin lo van a ser
cantadas con rabia
por los que siempre callaron
Siento que llegó nuestra hora
esta es nuestra revolución
porque siento que este es el momento
de olvidar lo que nos separó y pensar en lo que nos une
(Revolución, este es el día de la revolución)
Esta es nuestra revolución
(revolución)
|
|