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giovedì, 25 gennaio 2007
 

pioggia mista neve...

piove misto a neve!!!
purtroppo in questo modo non attecchisce, con sommo rammarico di chi, come me, adora il rumore delle città attutito dalla neve...

mi fa sempre effetto, anche se a pensarci è ovvio e banale, quando qualcuno degli studenti stranieri del messico, o del venezuela, la prima volta che ha visto la neve qui ha telefonato a casa "mamma, la neve, la neve!!!"... che bello però potersi stupire di queste cose :_)

 

postato da panetulipani | 19:01 | commenti
riflessioni, diario


domenica, 21 gennaio 2007
 

the moon

no pills for what I feel
I'm so happy
I think I was the moon tonight...

(liberamente tratto da "I wish I was the moon" dei Neko Case)

postato da panetulipani | 04:07 | commenti


venerdì, 19 gennaio 2007
 

delirium...

coloripensierimusicasogniutopie
colori
ripensi
pensi
ieri
eri musica
caso
sogni
ogni
utopie

(dopo una giornata di lavoro - ebbene sì, lavoro!! - da pendolare e data l'ora in cui scrivo, siate clementi...)

 

postato da panetulipani | 22:47 | commenti
 

ricordi ma con distacco

tenerezza
no, tenerezza non è la parola giusta, è più...
 
ricordi ma con distacco
oggi guardavo le strade di Bologna e i luoghi noti, a distanza di almeno un mese dall'ultima volta che li ho visti...
non ho provato quasi nulla, quasi il vuoto totale
non me ne stupisco più di tanto, eppure ci penso... 3 anni della mia vita in questa città e neanche un po' di nostalgia...
lo so, di Bologna scrivo sempre le stesse cose, ma è che ogni volta mi ritrovo a pensarle e ci rifletto, non posso farne a meno...
oggi era anche una splendida giornata, c'era un po' di gente seduta sui gradini sotto i portici in piazza S.Stefano, a prendere il sole, mangiare, fare due chiacchiere... ma non ho ricordi legati a questi vissuti, ricordo vagamente serate in piazza S.Stefano, anche belle, con C. e L. (alcune, a volte solo con l'una o con l'altra), con L. (pochissime, forse una sola, perchè eravamo sempre a Bologna in anni diversi), e non ne ho brutti ricordi, anzi... ma non riesco a...
se è vero che l'apprendimento avviene di pari passo con l'emozione (v. Melero e Cuomo), avviene la stessa cosa anche con la memoria, il ricordo?
se non c'è emozione, o se c'è l'emozione "sbagliata", non avviene il ricordo? non avviene l'imprimersi della situazione nella memoria?
postato da panetulipani | 22:33 | commenti
riflessioni, diario


mercoledì, 17 gennaio 2007
 

bologna color ruggine...

bologna color ruggine

arancio giallo rosso ocra rosa opaco

bologna odore di candeggina

di cani liberi e persone prigioniere

 

colore di capelli come nuovo

capelli colorati per cambiare dentro

sguardi che si incrociano per le strade

fingendo di non vedersi

 

ridere senza motivo

e cadere

inciampare nei desideri

cancellare

la tristezza

persi dentro ai portici

e cantare ancora

 

postato da panetulipani | 00:01 | commenti


martedì, 16 gennaio 2007
 

momento di insofferenza...

ho un momento di insofferenza...
... verso tutte quelle persone che non si fanno mai gli affari loro e devono sempre dire la loro opinione, peraltro non richiesta e non gradita, anche quando è palese che NON STATE parlando con loro...
... ecco, un'altra cosa che non sopporto... sfatiamo una volta per tutte la falsa credenza che solo l'italiano si legge come si scrive...
che "l'inglese ha tutte quelle vocali strane, la "a" che a volte si legge "ei", a volte "e", a volte "a" ecc. invece in italiano le lettere si leggono esattamente come si scrivono"
ogni lingua ha assegnato dei suoni alle lettere dell'alfabeto; alcune lingue hanno anche combinazioni di suoni (la tal vocale con la tal consonante si pronuncia diversamente dalla sola vocale, o dall'abbinamento della stessa con altre consonanti o vocali...)
l'inglese si legge... diversamente dall'italiano!!!!! tutto qui!!!!
sono stufa di sentire persone col cervello rimpicciolito dall'ennesima edizione del grande fratello che non sanno nemmeno di cosa stanno parlando...  
... quelli che ogni volta che ti parlano, nominano "il Signore", "Cristo", oppure ringraziano "Dio", o ti fanno discorsi di logica utilizzando "Dio" come elemento rafforzativo del loro pensiero... consiglierei a tutti loro la lettura di "come se dio non ci fosse" di Rusconi... a volte per arrivare a convincere tutti, non solo quelli che la pensano come te, serve qualcosa di più un dogma o una credenza...
... stufa di quelli che pensano di sapere tutto e ti danno consigli per la tua vita, quando la loro sta andando a rotoli... (certo, forse ti danno consigli proprio perchè hanno imparato dai propri errori... e va bene, questi perdoniamoli...)
...
nelle orecchie i subsonica "... solo una cosa so di sicuro: vorrei raschiare la mia faccia contro il muro... solo una cosa so di sicuro: lasciare andare tutto il mio dolore contro questo muro..."

(ma ringrazio la mia oasi di pace per tutto il buono che c'è...)

 



lunedì, 15 gennaio 2007
 

rubia

rubia_13nov06_small

postato da panetulipani | 22:16 | commenti
animali
 

no sé qué pasará cuando me vaya...
sentiré que voy a perder algo, o me sentiré igual que antes?
será solo un momento, o tardará más tiempo?
no sé qué pasará cuando me vaya...

postato da panetulipani | 16:13 | commenti
riflessioni, diario


domenica, 14 gennaio 2007
 

è più importante essere liberi veramente
o basta essere convinti di esserlo?

---

a volte non avete la sensazione che al mondo ci siano così tante persone interessanti
che hanno così tanto da dire
che alla fine voi stessi vi risultate insignificanti, inutili, solo uno fra i tanti e, quindi, nessuno?

postato da panetulipani | 23:27 | commenti (1)
riflessioni


sabato, 13 gennaio 2007
 

swimming pool

entro dalla porta a vetri col maniglione antipanico (che io leggo sempre antipaTico, lì per lì :))) e mi assalgono i 27 gradi della temperatura dell'aria; per uno che viene dai 7 gradi di fuori, per di più fatti in bicicletta, dotato di guanti, giaccone invernale, sciarpona e cuffia, non è male come escursione termica :)

oggi sono venuta da sola, M. ha un raffreddore tremendo e non è riuscito a venire; a parte che poi anche se veniamo insieme, è quasi come essere da soli, perchè gli spogliatoi sono separati e quando nuotiamo ognuno va al suo ritmo, quindi... però sai, è una spinta in più avere qualcuno che viene con te; oggi ce l'ho fatta... DA SOLA!!! :)

mi fa sempre un po' effetto mettermi in costume d'inverno, con tutti i rotolini di ciccia che spuntano quando normalmente sono nascosti da maglioni di lana e giacche invernali ;) però tant'è... nessuno è perfetto :))

entrare nell'acqua, anche quella a una temperatura estiva, 27,5 gradi, è sempre un piacere... la prima cosa che sento è una specie di sensazione rassicurante, per il fatto di essermi tolta dagli sguardi altrui (almeno penso :)) e per il fatto di poter come... fluttuare e sentirmi leggera... 
poi i rumori diminuiscono sempre più, il rumore del traffico, il vociare, i pensieri che costantemente mi girano nella testa... tutto si fa più ovattato e comincio a sentire solo il rumore dell'acqua che scorre attorno alle orecchie, le bolle che escono dal naso quando mi immergo, gli schizzi d'acqua del vicino di corsia che sta nuotando a stile libero... e i pensieri si affievoliscono, lasciando il posto alla concentrazione e allo sforzo che mi serve per coordinare respiro e gambe, respiro e braccia, respiro gambe braccia, naso e bocca, naso bocca braccia, naso bocca gambe braccia... tutti i muscoli e soprattutto il cervello (questo mi ha stupito) impegnati a coordinare i movimenti per restare a galla, muovermi, andare avanti...
per quella mezz'ora (di più, per ora, non riesco :)) tutto si spegne, tutto si scollega, ci sono io, l'acqua, il mio respiro.

esco, doccia, vado a cambiarmi.
mi piacciono le unghie con lo smalto viola dei piedi della ragazza nello spogliatoio di fianco al mio. mi ricordano l'estate, i sandali, la sabbia, tutta una serie di cose che non hanno nulla a che vedere con l'artificialità della piscina... eppure mi sento bene, come se avessi disciolto nell'acqua molte cose, me le fossi lavate via...

postato da panetulipani | 16:27 | commenti (2)
riflessioni, diario, persone


mercoledì, 10 gennaio 2007
 

lo scrutatore non votante (samuele bersani)

Lo scrutatore non votante
è indifferente alla politica
Ci tiene assai a dire “ohissa!”
Ma poi non scende dalla macchina
È come un ateo praticante
Seduto in chiesa alla domenica
Si mette apposta un po' in disparte
Per dissentire dalla predica

Lo scrutatore non votante
È solo un titolo o un immagine
Per cui sarebbe interessante
Verificarlo in un'indagine
Intervistate quel cantante
Che non ascolta mai la musica
Oltre alla sua in ogni istante
Sentiamo come si giustifica

Lo scrutatore non votante
È come un sasso che non rotola
Tiene le mani nelle tasche
E i pugni stretti quando nevica
Prepara un viaggio ma non parte
Pulisce casa ma non ospita
Conosce i nomi delle piante
Che taglia con la sega elettrica

Lo scrutatore non votante
Conserva intatta la sua etica
E dalle droghe si rinfresca
Con una bibita analcolica
Ha collegato la stampante
Ma non spedisce mai una lettera
Si è comperato un mangia-carte
Per sbarazzarsi della verità

Lo scrutatore non votante
È sempre stato un uomo fragile
Poteva essere farfalla
Ed è rimasto una crisalide
Telefonate al cartomante
Che non contatta neanche l’aldiquà
Siccome è calvo usa il turbante
E quando è freddo anche la coppola

Lo scrutatore non votante
Con un sapone che non scivola
Si fa la doccia 10 volte
E ha le formiche sulla tavola
Prepara un viaggio ma non parte
Pulisce casa ma non ospita
Conosce i nomi delle piante
Che taglia con la sega elettrica

Lo Fa svenire un po’ di sangue
Ma poi è per la sedia elettrica.
postato da panetulipani | 13:07 | commenti
citazioni, musica, riflessioni


domenica, 07 gennaio 2007
 

"hai una moneta?"

(un racconto che ho scritto qualche anno fa)

"Ehi bella ragazza!"
Sono davanti alla vetrina dell'edicola di via Zamboni che guardo le copertine dei giornali e lo schermo piatto di "videoedicola" che presenta le ultime novità, mangiando un trancio di pizza perchè a pranzo ho mangiato solo la frutta e alle quattro del pomeriggio, ovviamente, mi viene fame.
"Ehi bella ragazza!"
Mi giro cercando di deglutire in fretta e vedo un ragazzo, con un cappello in mano e il tipico abbigliamento e atteggiamento di chi vive per la strada, pantaloni logori, capelli rasta, piercing un po' ovunque, cane al seguito.
"Avresti un po' di monete da darmi per una busta di cocaina?"
A me viene da ridere, so che non dovrei ma è buffo che un tossico di fermi per la strada e ti chieda qualche moneta e dica esplicitamente che è per drogarsi. Forse è proprio questa sua schiettezza disarmante che prendo il portafoglio dalla borsa e gli do tutte le monetine che ho. Non è granchè. A posteriori avrei fatto meglio a dirgli "guarda, piuttosto ti offro una pizza, ma darti i soldi per farti non è una gran bella cosa"; certo con 25-30 cent non si compra una dose di cocaina... ma comunque...
Mentre cerco le monete lui guarda lo schermo della videoedicola e vede la copertina di una rivista di moda che ritrae due donne sedute su un marciapiede con gambe nude chilometriche... fa un fischio e un verso che mi sembra inorridito. Gli chiedo "cosa c'è?" lui spiega che gli piacevano le gambe delle due modelle, poi fa una specie di inchino e squadra le mie gambe dalle caviglie all'inguine "anche le tue non sono niente male". Arrossisco e rido. Gli metto le monete nel cappello che mi sta allungando.
"Il tuo nome me lo regali?" dice. Ci diamo la mano e ci presentiamo. Si chiama Ariès o qualcosa del genere, viene dalla Spagna, dalle Canarie esattamente. "Non sono spagnolo, sono canaro, che è molto meglio!", fischia al cane e si allontana. Mi saluta con la mano. "Ciao Ana!"


2 giorni dopo

"Ehilà ciao!" Sto camminando veloce perchè sono in ritardo (come al solito) e sento qualcuno che mi sfiora il braccio. E' di nuovo quel ragazzo spagnolo (anzi, canaro, come dice lui)! "Sono di fretta, mi spiace, devo scappare, ma ci rivediamo qui in giro eh?" gli dico correndo via. "Ti aspetterò!" grida. Il cane abbaia, come a ribadire il concetto...

2 mesi dopo

Ariès passa a casa mia oggi pomeriggio, mi ha promesso che sarà puntuale (di solito non lo è per niente, viene sempre all'ora che gli pare, io gli ho detto che oggi è importante che sia puntuale sennò lo devo mandare via, speriamo...): viene a farsi una doccia, gliel'ho promesso; le mie coinquiline non ci sono, per questo lo faccio venire. Guai se sapessero, inorridirebbero. Ma poi io lavo tutto, perciò di che hanno paura? Una doccia non si nega a nessuno... Ariès è sempre gentile, finora non ha mai fatto cazzate, certo non ho nemmeno permesso che ne facesse (ci siamo sempre visti in strade frequentate, sempre per poco tempo, sempre quando era allegro perchè aveva appena avuto la sua dose... non l'ho mai visto in astinenza, ma so che potrebbe succedere, ma non ci penso perchè ne ho paura... Vorrei non doverlo mai vedere in quello stato, è mio amico ormai...)
Suona il campanello nel suo modo strano, tre volte di seguito, poi un'altra scampanellata dopo pochi secondi. Quasi avesse paura di restare fuori.
Sale le scale, è tutto sudato per la corsa che ha fatto. Il cane l'ha lasciato legato fuori dal portone. Bravo Ariès, tu pensi a non dare troppo fastidio.

il giorno dopo, seduti su un gradino, per la strada

"Perchè non possiamo diventare amici?"
"Ma io e te siamo già amici, Ariès! Perchè dici questo?"
"Perchè tu non ti fidi ancora di me" dice guardandomi dritto negli occhi. Come fa a reggere lo sguardo così a lungo questo ragazzo, non ho mai visto nessuno che resti a guardarti così tanto senza scomporsi!...
Tiro un lungo sospiro.
"Posso essere sincera fino in fondo con te?" gli chiedo, lui annuisce un po' triste... "Io mi fido di te, Ariès. Sei mio amico. Mi fido di Ariès perchè è mio amico. Ma non mi fido di Ariès quando è drogato. Ma non è colpa di Ariès. E' colpa della droga. Un giorno avrai bisogno di soldi, e verrai da me, arrabbiato, a chiederne, oppure me li ruberai, o farai qualcos'altro di brutto... Senza volerlo. Sarà la crisi a farti fare quelle cose. Ora sei mio amico, finchè hai la tua dose. Ma un giorno non starai più così bene e non ti ricorderai nemmeno più che eravamo amici."
Mi guarda di nuovo negli occhi e sorride. Io lo guardo senza cambiare espressione, voglio che capisca che parlo seriamente. Torna serio anche lui. Chiude gli occhi e poi guarda il cielo.
Si alza e comincia a camminare senza voltarsi verso di me, senza dire una parola, il cane dietro di lui. Penso che non lo vedrò mai più.

mesi dopo

Ariès è tornato! Sono mesi che non lo incontro. Poi un giorno suona il campanello in quel modo inconfondibile e me lo ritrovo davanti, mi racconta del suo lungo viaggio (è tornato a casa, poi è stato in Francia, poi in Germania e alla fine con l'autostop è tornato in Italia) e mi chiede di poter fare una doccia e magari mangiare qualcosa, sono due giorni che non tocca cibo.
Poi mi porge un regalo, una treccia di lana sottile, lunga qualche metro, di una lana colorata ma di vari colori indefinibili, lana sporca e consumata, che sembra stata alle intemperie e che il suo cane deve aver masticato in alcuni punti. Insomma una cosa un po' sgradevole a vedersi. "Ogni giorno mentre ero in viaggio intrecciavo un po' i fili. Ora che sono tornato ti ho portato questi fili intrecciati, sono stati il mio viaggio, il mio pensiero per te, la mia preghiera. Così ti ricorderai sempre di me." Dice questo ridendo, come quando mi ha chiesto, il primo giorno che ci siamo conosciuti, "il tuo nome me lo regali?".
"Perchè me lo regali, dove stai andando? Non ti rivedrò più?" chiedo preoccupata. "Mi rivedrai ogni volta che vorrai." Sorride. Chissà che vuol dire...

postato da panetulipani | 23:19 | commenti
viaggi, racconti, persone