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martedì, 31 ottobre 2006
ero stanca ieri sera, ma sono uscita lo stesso; cena (io avevo cenato a casa, ma sono andata cmq con M. e amici in pizzeria) poi una birra in compagnia dove c'era dell'altra gente, altri amici di M. e di R.
eravamo lì, tranquilli, tra l'altro il locale (piccolo di suo) pieno di uomini, c'eravamo solo io e un'altra ragazza, la porta era stata lasciata aperta, perchè effettivamente non fa ancora freddo, nonostante siamo praticamente a novembre...
a un certo punto all'ingresso appare un marocchino (o tunisino, algerino, non so, insomma, nord-africano penso) visibilmente ubriaco, talmente ubriaco che a malapena riesce a mettere il piede sul primo gradino della scala d'ingresso al locale e non riesce a fare gli altri, cade, poi si rialza a fatica, finalmente riesce ad entrare... ma già quando era alla fine dei gradini, il gestore del locale era andato verso di lui per mandarlo fuori... lo ha preso per un braccio e spinto fuori, il marocchino diceva "ma voglio solo un caffè", il gestore "te lo porto fuori il caffè" e l'ha spinto giù dalle scale... il marocchino, che già non si reggeva in piedi, è caduto dalle scale, si è appoggiato a una macchina, è caduto per terra, ha perso uno dei sandali (a fine ottobre, coi sandali...)
poi è stato tutto un turbinio di eventi che il mio cervello non ha avuto quasi il tempo di capire, ma il cuore sì... ho visto il gestore prendere uno dei sandali del marocchino e farlo volare in mezzo alla strada... il marocchino si è rialzato, voleva rientrare, lui l'ha preso, buttato per terra dietro alla macchina, io vedevo i piedi spuntare, il marocchino a terra e il gestore in piedi che gli dava dei calci, e tutti noi dentro nel locale che non facevamo niente... poi M. ha detto "sì, ma non possiamo mica lasciarlo lì fuori a picchiarlo..." allora è scattato qualcosa dentro di me, mi sono alzata, sono corsa fuori, ho gridato (penso di avere gridato, o forse ho parlato a voce normale...) "ti prego, almeno non lo picchiare!!"
e lui mi ha risposto "eh ma scusa, devo stare lì a prendermi i calci che mi dà??"... ma dio mio, come ha fatto a darti dei calci che neanche si regge in piedi da solo??...
poi non so, non ricordo come, ma il marocchino era di nuovo in piedi barcollando che cercava di rientrare, e un paio di ragazzi l'hanno preso e risbattuto giù dalle scale...
il marocchino è caduto male, l'ho visto sbattere la testa contro la macchina parcheggiata vicino al marciapiede, era un attimo e poteva sbattere la testa contro il marciapiede e poteva succedere qualcosa di grave sul serio...
sono corsa dentro, mi sono messa a piangere, ho detto "ma come possono esistere delle persone di merda così"
M. intanto telefonava all'ambulanza dicendo che un ragazzo ubriaco era caduto sbattendo la testa contro una macchina e il pronto soccorso gli rispondeva "ma è uno scherzo??"...
poi, contrariamente alle previsioni, il marocchino si è rialzato da terra, sempre barcollando... dio mio, non si reggeva neanche in piedi, non era pericoloso, era anche un tizio piuttosto magro, non tanto alto, non stava in piedi da solo, insomma, non era pericoloso...
poi ricordo solo che anche il gestore ha chiamato la polizia, che quando è arrivata l'ha allontanato dicendogli di non dar fastidio, e ha dato qualche avvertimento anche al ragazzo che l'aveva sbattuto giù dalle scale facendolo cadere...
ricordo anche la scena del marocchino che parlava con uno dei tanti che sono usciti e hanno cercato di allontanarlo, chi più chi meno in malo modo, e che diceva "siete una razza di merda"... e vi dirò, faccio fatica a dargli torto, se dovessi giudicare da come si sono comportate ieri sera certe persone...
(quanto a diritti umani e civili dovremmo essere un paese avanzato )
domenica, 29 ottobre 2006
Cuando me vaya (Joan Manuel Serrat)
Me iré despacio un amanecer
que el sol vendrá a buscarme temprano.
Me iré desnudo, como llegué.
Lo que me diste cabe en mi mano.
Mientras tú duermes deshilaré
en tuyo y mío lo que fue nuestro
y a golpes de uñas en la pared
dejaré escrito mi último verso.
Y a la grupa
del terral, mi chalupa
de blanca vela peinará el mar.
¿Qué soledad te vendrá a buscar...?
Cuando me vaya.
Cuando me vaya.
Luna tras luna, llamándome
bajarás donde el azul se rompe.
El viento te abrazará de pie
hurgando el vientre del horizonte.
Una sonrisa se esfumará
rozando el borde de los aleros.
Tu boca amarga preguntará
¿...para quién brillan hoy los luceros?
Y las olas
sembrarán caracolas
arena y algas entre tus pies.
Los besarán y se irán después
hacia otra playa.
Cuando me vaya.
Me iré silbando aquella canción
que me cantaba cuando era un crío
un marinero lleno de ron
por si en verano sentía frío.
Me iré despacio y sé que quizás
te evoque triste doblando el faro.
Después la aldea quedará atrás,
después el día será más claro.
Y ese día
dulce melancolía,
has de arrugarte junto al hogar.
Sin una astilla para quemar.
Cuando me vaya.
Cuando me vaya.
stasera concerto in teatro, ingresso a offerta libera, ricavato pro cooperativa disabili di nostra conoscenza
certo che fa sempre un po' effetto suonare in teatro, vedere (anzi, più che vedere, sentire, perchè con quei fari bianchi puntati in faccia non è che vedi poi molto di ciò che c'è giù dal palco!!!) tutta la gente che è lì per ascoltare TE, mica come nei locali, che beve, parla, balla, insomma, sta facendo altre cose e tu sei solo un sottofondo, il più delle volte...
stasera c'era silenzio tra un pezzo e l'altro (bhè, anche gli applausi veramente :)), una massa di nero davanti a noi, qualche viso appena appena illuminato di riflesso nelle prime file, tanta gente che conoscevamo (e quindi ti senti più teso, hai più paura di sbagliare) e quindi un po' di tensione in più c'era eccome...
per non parlare del caldo... a un certo punto stavo sudando talmente tanto che i capelli mi si incollavano alla faccia e mi colava il sudore negli occhi (immaginate che bello spettacolo dovevo essere... ma porc...!!)
però ci sono state belle emozioni, belle sensazioni, oltre che un sound pazzesco (basso, batteria e piano sono dei veri fenomeni, bisogna dirlo! - senza nulla togliere al chitarrista, sul quale però non posso dire nulla perchè sarei imparziale ;))
ed è solo UN MESE che ci conosciamo!!!! UN MESE!!! e questo era il secondo concerto insieme... sono allibita :)
grazie ragazzi!!! :)
poi c'è da dire che ho anche finito la tesi... FINALMENTE!!! :) domani la stampo, penso proprio di non doverci più mettere le mani... comunque lunedì devo consegnarla alla correlatrice, quindi per forza almeno una copia la devo fare! e poi se tutto va bene è davvero la copia definitiva...
devo dire che questo non è un brutto periodo... per niente, anzi...
è un buon periodo dal punto di vista musicale, accademico (laurea in vista), lavorativo (lavoretto post-lauream già pronto)... per non parlare degli amici!!!
(NB per la mia laurea vengono giù 1) una mia amica spagnola che ha fatto l'erasmus in italia e 2) una mia amica tedesca con cui ho fatto l'erasmus!!!!! sono troppo contenta di rivederle!!!!!!!!!!!!!!!!!!)
poi ho già pronto il mio viaggetto di festeggiamento della laurea (torno a Málaga finalmente, è una delle cose più belle che abbia mai sognato... tornare nella città che amo di più - dopo la mia, ovviamente :))
insomma..................... cosa posso volere di più??????? :)))))
vorrei poter contagiare tutti con la mia felicità!!! :)))
buonanotte....
venerdì, 13 ottobre 2006
posto una mail che avevo mandato tanto tempo fa ai miei amici (si parla del dicembre 2005) e che racchiudeva un po' di cose importanti sull'erasmus che si era concluso da soli 6 mesi.
eccola qua:
per chi ha la pazienza e la voglia di leggersi uno "sfogo" e una riflessione nata così, da una semplice concatenazione di pensieri... solo per farvi un po' partecipe di quello che passa per questa mia bacata testolina, visto che a voce mi è sempre difficile farlo (perchè, come ben saprà chi mi conosce, sono piuttosto introversa e non parlo molto di me...)
(ho scritto ciò che segue inizialmente in spagnolo, è venuto così...)
ieri si è rotto il mio braccialetto di cotone azzurro (sapete quei braccialetti arcobaleno, quei "portafortuna brasiliani" che dicono abbiano significati diversi a seconda del colore? ecco, non che ci creda veramente, ma ora vi spiego...)
ieri si è rotto il mio braccialetto di cotone azzurro, quella che mi misi nell'agosto 2004 prima di partire per l'erasmus... in quel braccialetto avevo messo tutti i miei sogni, le mie speranze e i miei desideri sul mio viaggio in spagna... pensavo "ogni giorno guarderò il mio braccialetto e lì avrò tutti i miei sogni" e non sapevo se si sarebbero realizzati o no... si è rotto mentre giocavo con la mia gatta, e di fatto è lei che l'ha rotto...
avevo pensato di mettermelo di nuovo, poi però ho pensato che forse c'è un motivo per cui si è rotto... quindi l'ho messa nel mio diario e stop.
non so... potrebbe voler dire che ormai è ora di "dimenticarsi" di malaga, di lasciare indietro una altro capitolo della mia vita? non so...
e sono passati solo 6 mesi da quando sono partita... è molto presto...
e ancora sono così forti i ricordi, le sensazioni, le emozioni... e ora capisco cosa mi diceva una mia amica che è andata in erasmus l'anno prima di me, il fatto che è un'esperienza incredibile e che ti lascia dentro qualcosa che non si può spiegare... io non riesco a spiegarmi perchè sento tutto questo... se è che mi è piaciuto molto in generale, se è che malaga era molto bella, se è che non ho mai avuto una vita "universitaria" così, che uscivo tutte le sere con i miei amici... non so, non riesco a spiegarmelo...
però il mio cuore è ancora là, a volte piangerei ricordando tutto quello che è stato, però non posso, perchè la gente penserebbe che è strano, che è esagerato... pero sì, il mio cuore è ancora là, piange in silenzio ed è ancora là, passeggiando per le strade di malaga, andando ai cuentacuentos il martedì all'harén, bevendo tè e infusioni di frutta nelle teterie, uscendo la sera con maria al pimpi e all' urbano, uscendo con montse a las garrafas e al paradise, sdraiandomi in spiaggia anche in gennaio, prendendo il sole fin da aprile, andando al centro culturale a vedere spettacoli che costano solo 1 euro e 50, vedendo film in casa con una bottiglia di nectar di fianco, cucinando la pizza per le cene con gli amici, facendo le crepes le domeniche mattina dopo una nottata un po' alcolica e la testa che scoppia, andando al mercato centrale a comprare frutta e verdura e passeggiando tra la gente con le sue borse della spesa e i carrettini con le ruote, prendendo l'autobus numero 20 per andare in facoltà, anche se anche nell'università di malaga mi sono sentita, come qui a bologna, un "bicho raro", una persona strana, solitaria, con pochi amici, però il mio cuore è ancora seduto nella caffetteria della facoltà, dove prendeva un panino campero vegetal (perchè costava meno del campero normal però lo facevano uguale) o un tè caldo al bancone, scambiando due battute con il barista che alla fine si ricordava pure di me... il mio cuore è ancora là che sale le scale del castello di gibralfaro, fino alla cima del monte, da dove si vedeva tutta malaga, il mare, la plaza de toros, il porto, i monte, le strade, la cattedrale, e persino il tetto di casa mia; il mio cuore è ancora nel negozio di tè che aveva scoperto kathrin, che guarda i bicchierini per il tè e le teiere tanto carine, comprando infusioni di frutta che tanto buone come quelle non so dove si possono trovare; è ancora seduto ai tavoli di casa aranda, che gusta quei churros con chocolate per 2 euro e 40, che non è poco perchè mangiavi davvero un sacco di churros, e la gente seduta lì era di malaga davvero, o perlomeno spagnola, non c'era un solo turista, neanche uno straccio di turista, solo tu e i malagueñi; è ancora là che gironzola per i vari bazar dove c'era di tutto per 80 cent, 1 euro, 1 euro e 20... che sembra una stronzata ma la qualità della vita dipende anche dal fatto che tu possa comprarti o no cose che costano poco...
è ancora nella sala della mia casa, dove con i miei coinquilini vedevamo film, giocavamo al parchìs e a backgammon, ridevamo insieme per delle cose stupidissime e rendevamo il nostro appartamento più confortevole e "nostro"...
per tutto ciò e per molto altro, sento il cuore pieno di nostalgia...
e non è, come si potrebbe pensare, perchè quello che ho ora non mi soddisfa, non mi dà felicità, tutto il contrario: sono molto felice e non potrei volere di più!!!... vado ad alti e bassi, ovviamente, come tutti, però ho anche molto, ho una persona che mi ama davvero, i miei genitori mi vogliono bene, ho alcuni amici (pochi, però "alcuni") che mi vogliono bene, sono molto fortunata perchè ho la possibilità di studiare e di avere abbastanza soldi per farlo, posso coltivare le mie passioni senza problemi... insomma: SONO UNA PERSONA FELICE!!!
però non è facile (e probabilmente non c'è motivo per cui debba farlo...) dimenticare tutto quello che malaga ha rappresentato per me...
potete comprendermi?
ieri serata delirante con 2 ragazze erasmus arrivate da 2 settimane, una della repubblica ceca e l'altra del venezuela. lingua ufficiale italiano, ma visto che loro sono qui da pochissimo e parlano benissimo l'una inglese e l'altra spagnolo, e visto che nel gruppetto c'erano anche 2 ragazzi italiani che non parlano nessuna di queste 2 lingue, quello che ne veniva fuori era, come hanno detto giustamente loro, una specie di ESPERANTO 
un'espressione bellissima che è stata coniata ieri sera da una delle ragazze (la ceca) è stata: "sono una festa-persona" :)) mi è piaciuto troppo il concetto di "festa-persona", che voleva significare "una persona a cui piace fare festa" :))
mi sono ricordata del clima internazionale che si creava quando ero in erasmus, soprattutto all'inizio, quando nessuno sa bene come dire le cose ma trova il modo per dirle, in qualche lingua o con un misto di lingue!
un po' di nostalgia viene eh...
I giorni scorrono veloci
più di quanto potessi desiderare
le notti sono assai più brevi
di quanto potessi temere
mi mancano già questi luoghi
mi mancano già i vostri nomi
(...)
Impercettibili sfumature
così difficili da dimenticare
così decise da trasformare
sorrisi in lacrime...
Impercettibili sfumature
così decise da trasformare
cieli grigi in giornate di sole
il coraggio in mille paure...
(...)
Attimi irripetibili
tutto finisce lo so
ma non voglio partire, no
ancora no, ancora no
ancora no, ancora no,
ancora no…
(sfumature - 99 posse)
ho bisogno di sentirmi utile
lo faccio per me
voglio darmi delle regole
per assomigliare a te
non mi voglio vulnerabile
alla tua mercé
ho bisogno di un codice
ed anche di un perchè
vivo un equilibrio instabile
colleziono illusioni
in questa vita così labile
io sono le mie canzoni
sono un lusso, una contraddizione
sono il popolo, il re
sono servo e signore
il baro e il croupier
ma vivo un equilibrio instabile
io colleziono illusioni
in questo mondo così labile
io sono le mie canzoni
e vivo un equilibrio instabile
lui, lui non sente ragioni
sono un equilibrista abile
schiavo delle mie emozioni
vivo un equilibrio instabile
schiavo delle mie passioni
viaggiare è una forma del vivere con grande pienezza ed intensità, una medicina per lo spirito, una ricerca per tendere nuovi ponti di comprensione e complicità, per saziare la mia enorme curiosità!
aprirsi, lasciarsi sorprendere da altri modi di essere, vivere situazioni che commuovono, sfide dal punto di vista dell'emozione.
(luis sepúlveda)
tutto è già stato detto,
ma siccome nessuno ascolta,
bisogna sempre ricominciare
(gide)
giovedì, 12 ottobre 2006
avete presente quegli odori che un giorno sentite per caso, e che si imprimono nella vostra memoria olfattiva, per poi riaffiorare alla mente nei momenti meno impensati, mentre state facendo un'altra cosa, e improvvisamente si sprigiona in voi un universo di ricordi legati a quel semplice profumo...
il misto di verdure e pastina quadrata che faceva sempre mia nonna il sabato a pranzo
l'odore che si sentiva entrando in casa di A., le spezie, gli aromi, le essenze di pino
il profumo delle crèpes fumanti alla marmellata di albicocca
il profumo del caffè appena fatto, in una mattina piovosa e umida nella campagna inglese
i churros sempre caldi che friggevano in vetrina in quella callecita piena di malagueñi
l'odore di candeggina con cui a bologna lavano i pavimenti dei portici
il puzzo di sudore misto alle spezie e al profumo di kebab in via petroni
l'odore di fritto che ti resta sui vestiti quando vai allo chez vous
l'odore dell'olio balsamico con cui si massaggia la pelle delicata degli anziani malati
il profumo del pane di soia appena sfornato, mista agli odori della gente in fila per comprarlo
l'erba appena tagliata, magari in montagna dove l'aria è più forte e ti penetra nelle narici
il profumo del latte caldo prima di dormire
il profumo della pelle di M. appena sveglio
la scia di pizza calda in ascensore quando te la portano a casa
un fazzoletto di mia madre, che mi dava quando andavo in gita, per non sentirmi sola
quelle due gocce di profumo al muschio bianco appena accennate sulla pelle

lunedì, 09 ottobre 2006
l'ultima chicca di qualche sera fa: "mi raccomando stai attenta in futuro, perchè qualsiasi cosa tu deciderai di fare di lavoro, devi essere presente per i tuoi figli! perchè guarda che nelle coppie in cui uno dei genitori è assente, si sono riscontrate tendenze omosessuali nei figli!!"
e io stavo per scoppiargli a ridere in faccia... cioè, è questa la ragione per cui dovrei essere presente per i miei figli?? per evitare che diventino omosessuali????? (neanche fosse una malattia...) non è forse perchè i miei figli avranno bisogno di me e io di loro, e perchè passare tempo coi propri figli è una delle cose più belle al mondo??
ma perchè mi devono sempre capitare queste persone? che cosa posso dirgli?
sì, d'accordo, ci sono molte ricerche che dimostrano che i figli cresciuti in coppie omosessuali non hanno nessun problema; altre ricerche dicono il contrario (v. wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Adozione_gay, in fondo ci sono articoli che difendono l'una e l'altra posizione, nella sezione "collegamenti esterni")
possiamo anche avere il dubbio che l'adozione da parte dei gay possa essere "pericolosa o destabilizzante" per il bambino (a parte che io non lo credo affatto), quindi è giusto parlarne e discuterne prima di renderla possibile
dopodichè dico: possibile che nessuno si sia mai accorto che bambini cresciuti in famiglie con genitori omosessuali, soprattutto forse donne, esistono già da un sacco di tempo? ma siamo sicuri che questi bambini abbiano poi sofferto così tanto? perlomeno chiediamocelo... magari sì, ma magari anche no... possibile che se due persone si amano, vogliono bene al bambino e creano attorno a lui delle condizioni di vita decenti, non possiamo pensare "chissenefrega di che sesso sono"?
comunque insomma, mi raccomando, state attenti coi vostri figli, "non si sa mai"... 
Somos demasiados y no podrán pasar
por encima de los años que tuvimos que callar
por los libros prohibidos y las entradas secretas
Por todos los que un día se atrevieron a gritar
que la tierra era redonda y que había algo mas
que dragones y abismos donde acababan los mapas
Por las noches de vacío cuando te ibas a dormir
esperando que la suerte vuelva a sonreir
con los ojos abiertos esperando un milagro
Siento que llegó nuestra hora
esta es nuestra revolución
Somos demasiados y no podrán pasar
por encima de la vida que queremos heredar
donde no tenga miedo a decir lo que pienso
por todas las canciones que empiezan a nacer
para no ser escuchadas y al fin lo van a ser
cantadas con rabia
por los que siempre callaron
Siento que llegó nuestra hora
esta es nuestra revolución
Somos una luz cegadora
fuerte, mas brilante que el sol
(Revolución, este es el día de la revolución)
Por todas las canciones que empiezan a nacer
para no ser escuchadas y ala fin lo van a ser
cantadas con rabia
por los que siempre callaron
Siento que llegó nuestra hora
esta es nuestra revolución
porque siento que este es el momento
de olvidar lo que nos separó y pensar en lo que nos une
(Revolución, este es el día de la revolución)
Esta es nuestra revolución
(revolución)
oggi mio papà è tornato da uno dei suoi viaggi in africa
niente di strano, va solo a fare quel che può con le sue conoscenze... che serva poi a qualcosa, non so, ma sicuramente è una gran cosa anche solo PROVARCI... è sicuramente una goccia nel mare, ma una goccia è sempre meglio di niente, no? e poi ci crede così tanto... lo riempie di entusiasmo, di energia...
come al solito quando torna è pieno di cose da raccontare, lui che non parla quasi mai, che si fa fatica a capire cosa gli passa per la testa perchè è sempre silenzioso
ha raccontato di qualche monetina che ha dato a dei bambini tutti contenti, che gli hanno sorriso come se gli avesse dato un assegno miliardario
o di quel loro amico che li ha ospitati, e che quando hanno tentato di ringraziarlo ha risposto "ma che dite, questa è casa vostra!"
con le lacrime agli occhi
se le cose cambino, questo non lo so. non lo sa nessuno.
ma il sorriso di queste persone, quello che ti danno in cambio, è qualcosa che non si riesce a capire
A. è una donna africana che stanno aiutando... con l'aiuto degli "europei" stanno mettendo su un ospedale (ospedale è parola forse eccessiva per una casa di 4 o 5 stanze, con dei letti senza neanche lenzuola e le finestre senza vetri, le apparecchiature mediche appoggiate per terra e con l'elettricità generata da un generatore che quasi non sanno usare)
A. mi ha fatto fare un vestito tipico delle loro zone e me l'ha mandato oggi, dandolo a mio papà
è bellissimo, bianco pieno di perline colorate, sembra un abito da sposa quasi! per loro è un vestito da tutti i giorni
me lo sono provato e aveva addosso tutti i profumi di quella terra lontana (chissà che qualche giorno non vada anch'io, non metta piede sul suolo africano...)
e ho pensato alla pazienza e all'amore di chi non ha niente e ha confezionato un vestito per una persona che ha tutto...
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